A prescindere dalla quantità di risorse messe a disposizione dal PNRR, corrispondenti a soli 250 ml di euro per porti, interporti ed almeno 100 mila imprese potenzialmente interessate, la Ram (società pubblica del Ministero), ha dimostrato di avere visione, di poter orientare e di essere pronta ad imbastire i bandi di gara.

Ho l’impressione però che all’appello manchino proprio le imprese, o meglio, penso che la stragrande maggioranza delle imprese, probabilmente, non si è ancora resa conto che alla quinta generazione dei trasporti, quella digitale, veloce, a sistemi multipli in tempo reale, sarà inevitabile la loro classificazione fra i diversi approcci organizzativi e quindi qualitativi.

In questo senso sono convinto che la digitalizzazione non potrà essere “neutra”, sia fra imprese di trasporto di merci su strada, sia fra imprese di altre modalità di trasporto.

Non mi riferisco solo al controllo dei processi operativi ma anche all’ottimizzazione delle operazioni, al miglioramento dei tempi di gestione materiali, ai piccoli miglioramenti dei servizi che pur non misurabili, alla lunga, fanno la differenza. Insomma, occorre che gli imprenditori utilizzino il presente per iniziare a costruire, o concorrere a costruire, anche gradualmente, le funzionalità digitali.

Come sempre, l’indifferenza e la staticità portano inevitabilmente all’involuzione e quindi alla squalificazione.

ML

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