Albo della non trasparenza: La riforma della Pubblica amministrazione obbliga qualsiasi ufficio pubblico a garantire il diritto di accesso agli atti; l’Albo lo nega e afferma: noi non redigiamo bilanci.

In qualità di segretario generale di Trasportounito, Associazione che rappresenta migliaia di piccole e medie aziende di autotrasporto, mi permetto richiamare la Vostra attenzione su quanto segue:

il governo ha promosso con forza la riforma della pubblica amministrazione stravolgendo giustamente il concetto di accesso agli atti e garantendo il pieno diritto del cittadino ad acquisire dati e documenti dagli enti pubblici; dati e documenti che, per essere acquisiti, non richiedono la produzione di motivazioni specifiche.

Ma l’Albo nazionale dell’autotrasporto evidentemente non ne è al corrente: infatti, non solo nega a Trasportounito, ovvero a una delle maggiori Associazioni dell’Autotrasporto, questo diritto, ma si trincera anche dietro una paradossale indisponibilità dei documenti richiesti. Il Presidente dell’Albo in un’articolata nota di risposta fra l’altro sostiene che “il Comitato Centrale non ha un proprio bilancio preventivo né consuntivo (…) per cui bisogna fare riferimento al Rendiconto Generale dello Stato 2014 (due anni orsono) predisposti dalla Ragioneria Generale dello Stato”.

In questo modo non solo viene vietato il diritto di accesso ai documenti (in totale negazione dello spirito della riforma), ma si ribadisce nei fatti che al cittadino o, nel caso specifico, agli autotrasportatori che sono direttamente interessati, è negato il diritto fondamentale a sapere come l’Albo spenda i soldi che arrivano nelle casse di questa istituzione, ormai palesemente inutile, attraverso i contributi pagati dagli autotrasportatori.

Dato che non ricorrono certo “né esigenze di pubblica sicurezza, né relazioni internazionali e dati circa la stabilità finanziaria dello stato”, ovvero le uniche eccezioni previste dalla riforma della PA. secondo Trasportounito il rifiuto dell’Albo allunga ombre allarmanti sulla gestione di questo soggetto pubblico, la cui utilità è per altro seriamente messa in discussione dall’esistenza del Registro Europeo Nazionale (REN) dell’autotrasporto, imposto da Bruxelles, di cui l’Albo nazionale è un’inefficiente e costosa duplicazione.

Per altro i vertici di Trasportounito non fanno mistero del fatto che proprio Trasportounito non sia stato ammesso all’Albo stesso, perché non iscritta al Cnel, ovvero a un Ente del quale, per palese inutilità, era stata già decisa la cancellazione.

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