Lo slogan “zero burocrazia” è davvero seducente, soprattutto nella cultura di un Paese in cui si continua ad esprimersi con la formula del “lei non sa chi sono io!”. In una società fatta di piccole e grandi piramidi istituzionali e sociali con le numerosissime ristrette cerchie che spesso odorano di sagrestie chiuse. Ma la questione che più imbarazza è che mentre si lancia lo slogan sulla riduzione della burocrazia, che comunque non potrà mai essere azzerata, sono gli stessi burocrati, a cui si aggiungono i tecnocrati quando non addirittura gli eurocrati, a scrivere e disegnare le traiettorie legislative, le procedure, le istanze, gli uffici, le scadenze, le dichiarazioni, i protocolli, gli allegati e le firme più o meno digitali a seconda del valore del timbro che deve essere apposto.

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