Sanzioni e multe per fare cassa. A denunciare la situazione che era divenuta insostenibile in Toscana, frutto di una applicazione distorta del Codice della Strada, è stata Trasportounito, organizzazione che si è fatta carico, già all’epoca del lockdown, di venire a capo alla denunce di un numero crescente di autotrasportatori, “colpiti” sulla Firenze-Pisa-Livorno dagli autovelox in modo esponenziale rispetto agli anni precedenti. Sulla FI-PI-LI – sostiene Trasportounito – è operativa una dozzina di autovelox che, nel periodo del lockdown hanno segnalato il superamento dei limiti di velocità in modo del tutto inusuale rispetto al passato producendo migliaia di verbali a danno delle imprese di autotrasporto costrette a utilizzare questa strada.

Le infrazioni per il superamento dei limiti di velocità, inflitte ai veicoli industriali, sono state mediamente conseguenza di un superamento dai  3 e 6 km/ora del limite di velocità dei 70km/h. Nel periodo antecedente al marzo 2020 tale differenza non costituiva infrazione evidentemente perché veniva assorbita dalla taratura, in franchigia, del dispositivo di controllo; è naturale pensare oggi che questa taratura sia stata volutamente ritoccata al ribasso, almeno fin quando non è intervenuta Trasportounito con una specifica segnalazione alle autorità competenti.

Secondo Trasportounito la Regione Toscana deve oggi mettere fine a quella che è stata una vera e propria “mattanza” con l’annullamento dei verbali nonché, in prospettiva, intervenendo sulle norme che continuano a definire questa infrastruttura di fondamentale rilevanza strategica quale “strada extraurbana secondaria”.

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