Le imprese di autotrasporto (specialmente dell’est) che operano in altri Stati hanno spesso utilizzato il minor costo dei conducenti per vincere competizioni extraterritorio a danno delle imprese nazionali. L’Unione Europea è tornata quindi a disciplinare la materia del “distacco” dei conducenti fornendo indicazioni uniformi ed assegnando a ciascuno Stato la registrazione ed il controllo delle imprese estere e dei loro conducenti.

L’ultima direttiva UE è del 2020 (1057), e le norme sono in vigore dal 2 febbraio del 2022 mentre in Italia, ad oggi, non è ancora stato elaborato un provvedimento di recepimento magari utile e funzionale, e comunque in grado di garantire una competizione leale sul nostro territorio e, di conseguenza, assicurare migliori tassi di sicurezza stradale.

Come al solito, anche su questo tema, non sono state coinvolte tutte le associazioni di rappresentanza dell’autotrasporto. Forse qualche rappresentante interessato a suggerire le proprie convenienze.

In ogni caso il ritardo di 12 mesi non è indolore. L’assenza dell’obbligo della registrazione delle imprese estere in Italia produce comunque degli effetti, con vantaggi o penalizzazioni, mantenendo complessivamente il nostro livello normativo particolarmente disorganico e incoerente rispetto alle elementari disposizioni di legge applicate sul mercato comunitario dell’autotrasporto delle merci.

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