Ci risiamo? Sembrerebbe proprio di si perché in scadenza di legislatura il ministro Delrio ha deciso di recuperare, sotto nuovo nome e nuovo marchio, l’idea di un soggetto che provi a coordinare l’intera filiera del trasporto e della logistica. Con la legge di bilancio 2018 è stato infatti istituito, presso il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti il “partenariato per la logistica e i trasporti”, un nuovo organismo consultivo cui dovrebbero partecipare  i rappresentanti dei Ministri competenti e delle associazioni di categoria più rappresentative. Che si tratti di una versione riveduta e corretta della Consulta per l’autotrasporto e la logistica o di quella per la Mobilità, lo dovrebbero dire i fatti. A patto che il neonato organismo al quale vanno come startup 500 mila euro, più 100 mila euro l’anno per i prossimi anni, sopravviva alla legislatura della quale è espressione.

Si perché a capo del partenariato è stato nominato Ennio Cascetta o meglio la Rete autostrade del Mediterraneo (RAM) di cui gli è stata affidata la presidenza dopo che Delrio gli aveva affidato prima la Missione infrastrutture, poi il tavolo per il coordinamento dei porti post riforma, e quindi in ultima istanza la RAM.

Ogni anno il partenariato dovrà presentare al Parlamento un rapporto sullo stato della logistica e dei trasporti.

La prima impressione è – come detto – che questo “partenariato” appare come una copia, rivista e corretta, della vecchia Consulta per l’autotrasporto e la logistica. Se il legislatore ha ritenuto opportuno istituire un “partenariato” (evitando accuratamente di ripetere il termine “consulta), ha evidentemente preso atto di non poter possedere una visione complessiva del sistema logistico del Paese e quindi, ha predisposto un tavolo sul quale delegare, o meglio, scaricare, le condizioni spesso conflittuali fra settori, rappresentanti, burocrazie, interessi e rapporti di forza.

Ma la domanda da formulare è la seguente: l’organismo consultivo è di natura tecnica o ha carattere politico? E cioè il confronto fra designati avviene con la gestione funzionale dei dirigenti del ministero oppure con la rappresentanza politico-istituzionale del ministro in carica o suo delegato?

La storia insegna che gli organismi consultivi in genere sono stati dei micidiali meccanismi giustificazionisti dei vuoti della politica, e che i vischiosi confronti accademici generano spesso insensate e precarie soluzioni nel nome di una presunta totalità, che nella realtà, oggi più che mai, non è tale. Per altro a fini accademici esiste già Sipotra, l’associazione per le politiche del trasporto che è creatura ancora di Cascetta che ora dovrà dimostrare che il nuovo “partenariato” è qualcosa di sostanzialmente differente da tutto ciò che lo ha preceduto.

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