Un’intesa che non scontenta nessuno, ma non soddisfa nessuno. E di certo non risolve, né nel breve, né tantomeno nel lungo periodo i gravissimi problemi, in molti casi di sopravvivenza, dell’autotrasporto italiano. Questa la posizione che Trasportounito ha sintetizzato commentando il valore dell’intesa raggiunta il 19 novembre scorso dalle associazioni dell’autotrasporto con la Ministra dei Trasporti e delle Infrastrutture, De Micheli.

Parafrasando il linguaggio calcistico si parlerebbe di un pareggio che scontenta chi ha attaccato di più, di mancato uso del VAR, di squadre a metà classifica.

Per il Ministero è stato sufficiente rinviare, di qualche mese, l’eliminazione del rimborso delle accise agli euro 3 e 4, garantire le risorse economiche e promettere di verificare e seguire con attenzione alcuni temi, pure importanti, come i tempi di pagamento, la pubblicazione dei costi, gli appalti, l’ex Ilva ed i transiti al Brennero.

La parte delle associazioni dell’autotrasporto, sebbene costantemente all’attacco, alla fine si sono accontentate del pareggio senza sprecare energie per chiedere un approfondimento al Var, e cioè senza spingere sulle reali necessità di mettere mano alle molteplici questioni che non hanno trovato risposta, come ad esempio, fra l’altro, la necessità di revisionare le norme contrattuali, la flessibilità dei modelli organizzativi di impresa, il problema dei conducenti, la concreta garanzia dei crediti, l’integrazione reale con mare e ferrovia, i contenuti fondamentali del Piano Mobilità III e delle modifiche al Codice della Strada.

Nessuna domanda quindi su quali potrebbero essere gli strumenti ed i nuovi modelli organizzativi in grado di garantire un coerente sviluppo di questo settore. Come sempre si naviga, o meglio, si guida “a vista”.

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