Una sola ed unica domanda: “le condizioni in cui si trova l’autotrasporto italiano si devono attribuire ad un destino cinico e baro? Oppure ad una conseguenza di scelte politiche ed economiche che nel corso degli anni si sono dimostrate largamente infelici?”. Fino a 15 anni fa l’autotrasporto italiano era dotato di opportunità, di qualche disposizione normativa chiaramente a favore e di un mercato sostenibile. Gradatamente la rappresentanza dell’autotrasporto sembra ormai deviata verso altri tipi di interessi e, per convenienza, con la scusa della globalizzazione, della liberalizzazione, delle condizioni dei divieti e di illegalità a tutti i livelli, gli interventi sono sempre menefreghisti e l’autotrasporto si trova in mezzo alla strada, in tutti i sensi.
Maurizio Longo


















