La legge di bilancio elimina la possibilità di consentire, dal mese di luglio 2026, anche alle imprese di autotrasporto che recuperano una quota di accise sul gasolio, di compensare il loro valore con i versamenti per oneri contributivi e previdenziali, oneri assicurativi, ritenute alla fonte e imposte sostitutive.

Per il settore la nuova norma è un danno smisurato perché vietando l’utilizzo dei crediti d’imposta si genera la perdita di liquidità e l’assenza di equilibri economici in aziende articolate, come quelle dell’autotrasporto, le quali non dispongono tra l’altro neanche di norme di mercato a loro favore, originando anche insicurezze agli enti pubblici strumentali che devono ricevere oneri e contributi.

L’autotrasporto italiano dimostrerà la propria contrarietà.

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