Anni di lodi sugli aumenti percentuali del trasporto di merci su ferrovia e poi si scopre che i progetti avviati nel periodo delle liberalizzazioni, se non sono alimentati da capitale, preferibilmente statale a fondo perduto, perdono concretezze e capacità. L’impresa ferroviaria ISC dell’interporto Campano di Nola fermerà i propri treni dal 1 di gennaio 2023.

Si tratta di un segnale che mette in discussione tutte le artificiali e confuse teorie degli ultimi anni rispetto alla capacità delle imprese ferroviarie di reggere il sistema mercato a prescindere dalla reale volontà degli operatori che ne devono usufruire. L’attrazione della merce verso la ferrovia deve essere sostenuta con interventi di sistema fra i quali, ad esempio, una più rigida regolamentazione dell’autotrasporto di merci su strada unitamente ad interventi strutturali ed infrastrutturali per migliorare le funzionalità operative magari con incentivi più efficaci dell’attuale ferrobonus, utile solo ad aumentare l’agonia finanziaria degli operatori.

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