Fra il costante letargo della politica italiana ovvero innumerevoli ma sterili dichiarazioni di rilancio dell’economia nazionale, alla fine, gira e gira, ancora una volta il Governo sembra si prepari a compiere l’ennesima banale operazione a scapito della collettività: l’aumento delle accise.

E’ del tutto evidente che l’eventuale aumento delle accise riporterebbe pesantemente, su tutta l’economia italiana, il (già grave) problema del costo energetico, con tutte le conseguenze e le ricadute negative che si possono immaginare.

Per quanto riguarda l’autotrasporto le vigenti disposizioni “dovrebbero” rassicurare le imprese, tuttavia, considerati gli ultimi precedenti e le ambigue posizioni di Bruxelles in materia di recupero fiscale attuato dal trasporto di merci su strada, una sensazione di preoccupazione è assolutamente legittimata.

La preoccupazione non risiede tanto nel fatto che il Governo non confermi il recupero delle accise, quanto invece nella immediata necessità, qualora si verificasse un’insopportabile penalizzazione per le imprese sul versante accise, di dover fermare il trasporto.

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