Follie della burocrazia ministeriale italiana

Sei (6) euro di integrazione su una tassa già pagata, l’impossibilità pratica di effettuare questo versamento perché il sistema di registrazione elettronica non lo consente. Risultato finale: un’impresa di autotrasporto sana sospesa dall’Albo dell’autotrasporto e a tutti gli effetti posta fuori legge nell’impossibilità di operare sul mercato.

Tutto vero: nell’era della tecnologia e della moneta elettronica è impossibile effettuare un versamento di 6 euro per integrare la tassa dell’Albo, esaltando e sublimando le inefficienze dell’Albo nazionale dell’autotrasporto e di  tutti coloro che in linea teorica dovrebbero lavorare per facilitare le operazioni delle imprese costrette dalla legge a iscriversi a questo Albo.

A denunciare l’ennesimo sconcertante esempio di inefficienza e inutilità dell’Albo è Trasportounito. Il tutto si consuma in provincia di Brindisi:

Gli Uffici UMC (Motorizzazione Civile)  inviano a un’impresa di autotrasporto una notifica secca: se non provvederà a integrare entro 30 giorni la quota del 2013 per un importo totale di 6 euro, l’impresa sarà sospesa, pertanto esclusa, dall’Albo.

L’impresa si precipita sul sito www.alboautotrasporto.it ,si registra ottenendo la password e individua la mancata integrazione della quota di euro 6.

Procede pertanto al pagamento della quota seguendo le istruzioni e il sistema si blocca: “errore PAG05”, contattare il numero verde dell’assistenza “servizi di pagamento”.

Contattato immediatamente il numero verde 800232323, non risponde nessuno; dopo otto giorni, risponde un operatore, il quale, ricevuta l’istanza, passa la telefonata ad altro operatore che si occupa dei problemi di pagamento; l’operatore risponde che non è un suo problema e che deve chiamare un altro numero, l’800980308, che corrisponde a Poste italiane.

L’impresa insiste e chiede di  comunicare a mezzo posta certificata anche per dimostrare alla UMC di Brindisi che i problemi inerenti il trasferimento dei 6 euro sono indipendenti dalla volontà dell’impresa. L’operatore risponde che non sa se funziona la pec ovvero chi la riceve.Contatta il numero delle Poste italiane, risposta:  deve essere registrato il numero del ticket per poi richiamare tra qualche giorno; sulla risposta e sui tempi non danno nessuna certezza. L’impresa insiste sottolineando l’urgenza di pagare i 6 euro per evitare la sospensione da parte degli  Uffici della Motorizzazione. Ulteriore risposta dell’operatore: non è un problema nostro.

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