Con una circolare l’Anas ha comunicato la nuova tabella relativa agli oneri e spese di istruttoria, assistenza e sopralluogo per i trasporti eccezionali.

L’Anas sostiene che l’aumento “consente il sostanziale recupero inflattivo per il periodo 2007-2015”.

Però, sembra che l’indice nazionale dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati (ad esclusione dei tabacchi) registri una variazione percentuale (su base 2010) pari allo 0,00%. Anzi, tra l’altro, per essere precisi, nel giugno 2016 siamo al -0,4% rispetto al mese precedente, e quindi con una evidente e costante tendenza al ribasso.

Si tratta quindi di capire con quali criteri l’Anas abbia decretato gli aumenti.

Il primo aumento è “all’italiana” e cioè scatta nel mese di agosto, esattamente il  1° agosto 2016 e fino al 31 dicembre 2016.

Il secondo aumento scatta il primo gennaio 2017 e coincide con l’entrata in vigore del portale TEWeb il quale prevede firma digitale, invio telematico di fatture e pagamenti on-line. La domanda che tutti vorremmo porre è la seguente: la gestione informatica delle attività amministrative comporta una riduzione di tempi e di costi, quindi perché aumentano le tariffe anziché diminuire?

Per esempio l’assistenza al transito prestata dall’Anas per la salvaguardia delle opere passa da euro 100,00 a euro 113,00 (di notte costa il 50% in più) mentre per i sopralluoghi il compenso forfettario riferito ad ogni singolo operatore passa da 200,00 a 226,00 euro, oltre Iva.

L’Anas avrà certamente le sue ragioni per aumentare le tariffe, tuttavia le imprese, i committenti e comunque i contribuenti, anziché serviti nelle loro attività si sentono sempre più vessati.

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