TIR ITALIANI SENZA AUTISTI: E’ EMERGENZA. TRASPORTOUNITO PROPONE LE IMPRESE-SCUOLA

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Il rischio di collasso del sistema dei trasporti e logistico per la carenza ormai entrata in fase acuta di autisti e conducenti di Tir ha ormai sforato il tetto dell’emergenza nazionale. Trasportounito non ha solo denunciato la gravità della situazione ma ha deciso di lanciare una proposta per affrontare questa emergenza che rischia di minare l’intero sistema economico italiano: realizzare l’addestramento di nuovi conducenti di veicoli industriali nell’ambito di identificate imprese-scuola, previa acquisizione dell’abilitazione alla guida e superamento dell’esame CQC; questa è la proposta centrale di un progetto articolato che l’associazione Trasportounito ha depositato sul tavolo della “commissione conducenti” recentemente costituita, presso l’Albo degli Autotrasportatori, su indicazione del Viceministro.

Secondo il Segretario Generale di Trasportounito, Maurizio Longo, l’emergenza impone provvedimenti immediati. “La complessità del problema – ha sottolineato Longo – deve necessariamente prevedere interventi articolati finalizzati ad una diversa concezione dell’addestramento e di gestione amministrativa anche per quanto riguarda i potenziali conducenti extracomunitari”. E la proposta prevede un vero e proprio protocollo contenente modifiche normative, incentivi economici e procedure ministeriali dedicate fra le quali, a titolo esemplificativo, occorrono:

  • Incentivi per la costituzione di “imprese-scuola” accreditate, in grado di realizzare formazione pratica di guida ai nuovi conducenti;
  • Eliminazione dell’obbligatorietà del corso iniziale CQC consentendo la contemporaneità dell’esame CQC con quello della patente di guida;
  • Programmi formativi semplificati in logica digitale;
  • Uffici dedicati alla gestione amministrativa per i potenziali conducenti extra comunitari;
  • Procedure preferenziali per le patenti professionali nell’ambito della motorizzazione;
  • Eliminazione del contributo del reddito di cittadinanza a tutti i soggetti detentori della patente di categoria “C”.

1 COMMENT

  1. Questa è un ottima proposta, non se ne può più, troppa burocrazia per la cqc ,quando è la fine del corso (ti deve andare bene per superare l’esame) le aziende,come è giusto che sia, chiedono esperienza.
    Credo che la soluzione migliore sia il taglio della burocrazia sulla carta di qualificazione conducente CQC, e fare stage o corsi di formazione AL VOLANTE presso le aziende di trasporto. Solo nelle associazioni possiamo avere fiducia, perchè al governo sono una massa di incapaci.

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