Nel valzer dei costi minimi si apre un’altro scenario: è di questi giorni la notizia di una nuova decisione della Corte di Giustizia Europea che legittima i costi minimi dell’autotrasporto determinati da un’amministrazione nazionale (articolo 83 bis DL n.112/2008 e s.m.).

Si tratta dell’Ordinanza del 21.6.2016, causa C-121/16, pubblicata sul portale della Corte Europea, emessa nell’ambito di una controversia civile aperta avanti al Tribunale di Cagliari e riguardante i costi minimi elaborati dal Ministero dei Trasporti prima che fosse istituito l’Osservatorio composto da alcune associazioni degli autotrasportatori e della committenza.

Quei costi minimi non furono impugnati a suo tempo dalla Committenza in quanto si applicavano esclusivamente ai contratti verbali (il periodo di riferimento va dal giugno 2009 al settembre 2011).

L’Ordinanza in parola riguarda solo un aspetto dell’articolo 83 bis, ossia il fatto che i costi minimi siano stati determinati dal Ministero anziché dall’Osservatorio, mentre non entra nel merito dell’inidoneità degli stessi a perseguire l’obiettivo della sicurezza come viceversa fa la precedente Sentenza della Corte UE del 4 settembre 2014.

La questione avrà rilevanza, molto probabilmente, nella discussione ancora aperta innanzi al Tar del Lazio riguardante i costi minimi emanati dal Ministero dopo la soppressione dell’Osservatorio (specificamente i costi di esercizio determinati nel periodo da luglio 2012 a luglio 2014).

Come noto i costi minimi furono soppressi con la Legge n. 190/2014 ma si trascinano, fra interpretazioni sentenze ed aspettative, in un contesto di assoluto disordine procedurale ma, soprattutto, sostanziale.

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