Le nuove procedure operative e informatiche per le revisioni dei veicoli industriali, che entreranno in vigore dal 3 maggio prossimo, anziché ottimizzare e rendere funzionali le operazioni a cadenza annuale, aggravano la gestione da parte delle imprese con maggiori costi, diretti e indiretti, quantificabili già oggi in un incremento del 100%. Per di più le nuove norme prevedono che l’officina, interna o esterna all’impresa, si faccia carico, attraverso una apposita dichiarazione, delle responsabilità inerenti il processo di revisione

La Motorizzazione scarica infatti sulle imprese un’importante funzione di carattere tecnico, costringendo le stesse a svolgere una sorta di pre-revisione, per mezzo di un’officina interna o esterna, di cui occorre dare menzione sul retro del documento di revisione.

Il documento, la cui sola denominazione denota il marchio di fabbrica burocratese, “modello TT2100”, è stato infatti integrato con “l’assunzione delle responsabilità da parte dei soggetti interessati”.

Le pre-revisione a cura dell’impresa che si deve rivolgere a un’officina privata (con conseguente fermo del mezzo e ore/uomo non coperte da ricavi), le dichiarazioni di responsabilità e i tempi di esecuzione delle revisioni (fermo mezzo e ore/uomo duplicati), si traducono in un costo per ciascuna operazione e per ogni anno più che doppio rispetto a quello attuale.

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