L’esordio del green pass obbligatorio, nei luoghi di lavori, nel settore dell’autotrasporto ha iniziato a produrre danni economici.

Dal territorio ci segnalano mezzi fermi in alcuni scali portuali (Trieste, Genova, Ancona) ritardi nelle consegne e mancate triangolazioni, per i carichi di rientro, in molte parti d’Italia.

Sui rallentamenti alla circolazione non ci sono state particolari segnalazioni.

L’effetto dei rientri in sede dal fine ciclo settimanale, di molti conducenti di mezzi industriali (non provvisti di green pass), non ha consentito di verificare la dimensione numerica, e quindi si deve attendere la ripresa del prossimo lunedi a proposito della quale si aspettano sin d’ora numerosi certificati medici (per ora il dato è del + 23%) che metteranno a dura prova gli uffici logistici delle imprese nel merito della programmazione dei viaggi.

Di fronte all’attuale scenario la domanda che ci si pone in molti è la seguente: a prescindere dalla dimensione del danno, “chi paga il conto” rispetto ad una scelta che avrebbe potuto avere caratteri di maggiore flessibilità?

 

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