Con la comunicazione del MIT, del 27 gennaio scorso, sono stati comunicati i tempi di apertura della piattaforma inerente le richieste del contributo economico per il conseguimento delle abilitazioni per la conduzione dei mezzi industriali e degli autobus (C1, C1E, C, CE, Carta di qualificazione del conducente – CQC, D1, D1E, D, DE). Pertanto, fino al 31 dicembre 2026, sono a disposizione 25,3 milioni di euro, da suddividere per un massimo di euro 2.500 per ciascuna istanza, a tutti coloro che intenderanno acquisire le abilitazioni citate. La piattaforma, che conterrà i moduli nonché i chiarimenti sotto forma di domanda e risposta necessari alla compilazione delle richieste, ivi compresi i tempi, le procedure, i rischi di annullamento della domanda e le differenze da pagare da parte dell’utente saranno resi noti collegandosi all’indirizzo https://patentiautotrasporto.mit.gov.it/bonuspatente/.

A nostro giudizio questo tipo di intervento, per quanto riguarda il trasporto delle merci, basato soltanto sul contributo economico, rappresenta quanto di più pericoloso si possa fare in una materia così articolata e complessa qual è appunto quella della “carenza e della professionalità dei conducenti”. In effetti i contributi economici in questo caso sopperiscono, o quasi, all’incapacità di articolare una risposta normativa e funzionale per esempio in grado di modificare le procedure per l’acquisizione della CQC, anche in ragione dell’utilizzabilità del decreto flussi o nelle relazioni extracomunitarie, di introdurre nuovi asset per un addestramento serio e garantito e di intervenire sul fenomeno con competenze ed uffici dedicati. In sostanza lo Stato preferisce, almeno allo stato attuale, sborsare soldi a fondo perduto, anziché studiare, approfondire, verificare e articolare adeguate proposte.

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